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ROME ORIENTEERING MEETING 2019

ROME ORIENTEERING MEETING 2019

ROME ORIENTEERING MEETING 2019
Prendi la Città Eterna ed ammirala in una tre giorni di gare, in cui ogni singola sfida sia totalmente differente
dalle altre per contesto, fascino e tipologia di percorso. Aggiungici 566 atleti, provenienti da 30 nazioni, in
rappresentanza di 187 club, ciascuno desideroso di misurarsi con avversari per lo più sconosciuti, ma con il
comune denominatore dell’amore per uno sport che unisce resistenza fisica, velocità di gambe e di pensiero
e capacità di saper proiettare la propria mente su una cartina da orientamento.
Mescola il tutto con la capacità organizzativa, la passione, la generosità e la dedizione di due società come
Orsa Maggiore e CCR che, superando dubbi e difficoltà, preparano un evento, ormai diventato tradizione,
all’altezza di un grande appuntamento internazionale.
Il risultato è qualcosa che, a rimirarlo il giorno seguente, dopo aver letto ed ascoltato complimenti e
ringraziamenti di moltissimi partecipanti, ti lascia il cuore gonfio di soddisfazione e l’anima fiera per il
risultato raggiunto. Merito di Daniele Guardini, maestro di cerimonia, di Stefano Zarfati, Remo Madella,
Mike Sintoni e Giacomi Nisi, sapienti tracciatori e direttori di gara, di Luca Elisei, Giuliano Campanelli,
Andreina Brandi, Manuela Manganelli, Francesca Carmassi, che hanno coordinato i settori di loro
competenza. Ma anche degli addetti alle partenze, al ristoro, alla logistica, alla segreteria, al montaggio e
allo smontaggio giornaliero delle infrastrutture. Insomma, merito di una squadra eterogenea, che si è
saputa omogeneizzare alla grande con senso di responsabilità, spirito d’iniziativa e con quel pizzico di sano
divertimento che rende, spesso, tutto più leggero.
Tre giorni, dicevamo, e tre percorsi diversi.
Venerdì 1 Novembre, Tor Tre Teste, un’intrigante mass start notturna, srotolatasi tra il Parco e la zona
urbana adiacente, con arrivo sul rettilineo della pista di atletica. Da affrontare con cautela, proprio a causa
dell’illuminazione ridotta, ma in grado di premiare i più audaci.
Sabato 2, la scommessa: la necropoli etrusca della Banditaccia, a Cerveteri. Un posto più fuori mano, specie
per chi non è dotato di vettura propria, ma che ha ripagato con l’incommensurabile bellezza del tracciato,
tecnico ed insidioso, che si snodava tra tombe a pozzetto e a tumulo, all’interno della zona archeologica.
Domenica 3, la conclusione in grande stile. Un classico, ormai, la velocissima middle tra le viuzze del centro
storico, in quel doppio triangolo delimitato da Via del Babuino, Via del Corso e Via di Ripetta, toccando o
sfiorando i capolavori dell’urbanistica Rinascimentale, come piazza Navona o dell’epoca imperiale, come
piazza del Pantheon, per concludere la fatica all’interno di Villa Borghese, ad un passo dal balcone del
Pincio.
Vincitori? Tanti, premiati sul podio allestito per l’occasione accanto al Teatro San Carlino (i primi tre delle 34
categorie previste) ed omaggiati da qualche imprevisto e graditissimo raggio di sole. Sette titoli portati a
casa da atleti svedesi, contro i sei nostrani (ma che tripletta in M-Elite con Tenani, Mariani e Mannocci!) e i
cinque britannici e due podi per il CCR, grazie ai terzi posti di Flavia Rufini in WB e di Lorenzo Corazza in
M18, con il padre Eugenio appena fuori dalle medaglie in Open Long per la miseria di 30″.
Divertimento per tutti, però, anche per il sottoscritto, tornato a casa felice per essere riuscito a non perdersi
per strada nemmeno una lanterna in tre giorni, aver quasi imparato a montare un gazebo in cinque minuti
ed aver assistito alla scena cult dell’intera manifestazione: la nostra, meravigliosa, Presidente onoraria, in
partenza, presa a declamare numeri di pettorali e si-card a raffica, rispondere per l’ennesima volta ad una
concorrente petulante, che le si rivolgeva nella lingua di Shakespeare: “NON – PARLO – INGLESE!”. Un mito,
come il Rome.
Alessandro Lucarelli

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