EYOC - JWOC
EYOC e JWOC
CHI E' ESCLUSO DALLA NAZIONALE?

Tutti convocati ... tranne una
In quei giorni sono uscite le convocazioni della squadra nazionale
Andreina scherza sulla sua esclusione, invece sotto sotto ...
Sabato 26 giugno 2010 si è riunito il Consiglio Nazionale della FISO, tra le altre cose l'odg prevedeva la convalida delle squadre nazionali per la partecipazione agli EYOC che partiva per la Spagna martedì 29 giugno, e ai JWOC che partiva il 2 luglio per la Danimarca.
Gli EYOC o campionato europeo è una manifestazione che prevede la partecipazione di atleti M/W16 e M/W18 e si svolge in tre gare impegnative (sprint, long e staffetta). La squadra nazionale italiana sarà composta da 14 atleti, di cui: 4 in M16, 4 in W16, 4 in M18 e solo 2 in W18.
I JWOC o campionato del mondo junior prevede la partecipazione di atleti M/W20 e si svolge in 5 gare molto impegnative sia di tecnica che di livello atletico (sprint, long, middle qualificazione, middle finale e staffetta).
Perché in Spagna nella W18 si è scelto di portare solo due atlete, quando se ne potevano portare fino a 4 come nelle altre categorie? Forse non ci sono atlete che meritano oltre le due chiamate a difendere i nostri colori? Analiziamo i risultati delle gare nazionali disputate di quelle atlete che si sono maggiormente distinte nella categoria W18:
Papandrea Brandi Zagonel
1° coppa italia Sassofortino W18 2 3 A
2° coppa italia Monghidoro W18 1 4 2
3° coppa italia Penicina W18 3 5 2
4° prova coppa italia Paluzza W18 1 A 2
Camp. italiano sprint W20 4 3 2
Camp. italiano middle qualificazione W20 4 3 10
Camp. italiano middle finale W20 3 2 7
E' stato fatto anche un test atletico durante il raduno di Parma in febbraio che prevedeva di correre un 3.000 in pista alla presenza di tecnici e responsabili del settore, il test si prefiggeva di saggiare le caratteristiche atletiche dei ragazzi. Prima tra tutte le ragazze è arrivata Brandi con un tempo di 12:02 a 39 secondi seguiva Papandrea, poi terza Grisoni e infine quarta Zagonel. Da tener presente che Brandi è stata l'unica ad aver fatto un tempo vicino a 11,55 indicato come minimo atletico per la W20.
Secondo il mio modesto parere le tre atlete hanno fatto risultati più o meno simili, magari sono andate meglio in quella gara piuttosto che in quell'altra, quindi sarebbe stato giusto portarle tutte e tre agli europei, o se questo non era possibile, dividere le tre atlete tra le due manifestazioni, EYOC e JWOC.
A dire il vero mai mi sarei aspettato l'esclusione di Andreina dalla nazionale giovanile, forte di tutti i risultati ottenuti, e dopo un intero anno di allenamenti e raduni. Oltre ai buoni risultati ottenuti alle gare, ha dimostrato anche che sa correre veloce, con tempi che nella sua categoria nessuno è in grado di fare. Probabilmente però questo non è stato considerato, visto che da noi a correre forte non sono molte e la velocità è solo un dettaglio.
Forse la scelta fatta è una scelta strategica, ed è strategia anche di far fare a degli atleti due manifestazioni che, di fatto, si accavallano (EYOC 30 giugno al 4 luglio; JWOC 4-11 luglio) come se comunque si potessero fare due manifestazioni di così alto livello consecutivamente senza risentire stanchezza e stress dovuti a tensione e sforzo fisico che gare come queste comportano.
Poi ci aspettiamo dei risultati. Ma possono venire dei risultati apprezzabili se le convocazioni sono fatte con questi criteri?
Penso che dovremmo imparare da quei paesi che in questo sport sono un po' più avanti di noi. Le loro convocazioni sono più chiare e trasparenti. Ma soprattutto viene data la priorità a tutti quegli atleti che si sono meritati la chiamata con i risultati ottenuti sul campo, confrontando i risultati ottenuti in quelle gare indicate in precedenza e rispettando la selezione naturale causata da una buna preparazione atletica e da allenamenti costanti, senza tenere in considerazione il nome del Club ne tanto meno il Comitato Regionale di appartenenza.
Mi ha lasciato sorpreso una frase apparsa il 4 luglio sul sito della FISO, che dando una cronaca dei piazzamenti ottenuti, si concludeva l'articolo con queste parole: "Per il futuro - ha concluso Arduini - dobbiamo alzare il nostro livello dal punto di vista della preparazione atletica. Al momento il gap è piuttosto marcato. Penso che questa esperienza ci abbia fornito ottimi spunti di riflessione". Forse questo succede perché i risultati dei test atletici probabilmente neanche vengono presi in considerazione.
La cosa ferisce, perché un’atleta del centro per partecipare alla vita della nazionale deve sempre sobbarcarsi in lunghe trasferte, lo sanno bene Andreina e Giacomo. Vuoi per un campo di allenamento, vuoi per una gara nazionale, vuoi per un test sulle condizioni atletiche o per qualsiasi altra motivazione, ma sempre deve partire alla volta di qualcosa da raggiungere. Poi si viene esclusi senza nessuna comunicazione e neanche un apparente motivo, lasciati soli, ignorati completamente. Magari, subito prima, dell’unico campo di allenamento lungo, un paio di settimane prima di quelle competizioni che sono state il sogno di un anno e la spinta e la carica nei momenti meno piacevoli, appunto le noiose mezze giornate di viaggio.
Ma vi ricordate quella cosa strana chiamata macroregioni realizzata solo per una stagione quando uno dei tecnici era il buon Massimo Bianchi? che fine ha fatto quel progetto? Devo dire che l'idea era geniale e meritava di essere sviluppata ulteriormente. Metteva tutti in condizione di partecipare ai raduni che guarda caso erano vicini, era meno dispendioso parteciparvi sia come spese di viaggio che come alloggio, avrebbero fatto crescere il movimento orientistico del centro sul piano formativo dei suoi istruttori, ma c’è un altro aspetto poco valutato e molto importante, forse l’aspetto più importante in assoluto, ed è che avrebbe dato la possibilità di partecipare a questi campi di allenamento ad una rosa allargata di atleti, che oggi essendo esclusi sono motivati solo dalla loro passione autodidatta e comunque riescono ad ottenere dei risultati importanti, ma che purtroppo non sono sufficienti a smuovere un interesse nazionale, ma se gli fosse data la possibilità che hanno avuto altri, più fortunati di loro, magari potrebbero migliorare e raggiungere livelli interessanti. Questi ragazzi sono motivati soltanto dalla voglia di fare bene, pensate cosa sarebbero capaci di fare con una buona guida formativa e una carica di sana competizione.
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La Corsa di Orientamento (C.O.) è uno sport completo che impegna contemporaneamente il fisico e la mente. Consiste nel portare a termine un “percorso” su di un determinato “terreno di gara”, frazionato da punti di controllo, con la facoltà di poter scegliere il percorso tra un punto e l'altro, nel minor tempo possibile. La corsa viene fatta con il solo ausilio di cartina e bussola.



