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Allons Enfants

Allons Enfants

France-O 2019
Una vittoria tanto più gradita quanto inattesa
(o “la vittoria delle rettifiche”)

 

Inizio luglio 2019.
Assecondando (con i soliti equilibrismi per conciliare ferie e lavoro) Stefano, mi rassegno a seguirlo alla 5 giorni di Francia in alta quota, (gare da 4.000 iscritti, a 1.800-2.300 m s.l.m, regione Hautes Alpes).
Sono stata sempre un po’ anemica e tollero male l’altitudine, ma fuggire dal caldo torrido romano è una prospettiva che mi alletta alquanto.
Affittiamo una camera in un B&B strategico per le varie tappe e scopriamo che, ospiti dello stesso Logis, ci sono altri orientisti…russi! Il locatore non parla inglese, i russi non parlano francese e noi ci ritroviamo a far da tramite per le informazioni “logistiche”. Ottima scusa per invitarli al Rome 2019!

 

Giorno 1: sprint.
La prima gara non va benissimo: è in un forte con massicciate ripide, sotto e sopra passaggi, scalette, e io non “entro in sintonia con la scala” fino a dopo il secondo punto (vale a dire dopo il primo errore!). Con l’1:4.000 le cose sono “già lí” e basta un solo passo di troppo che la scaletta che volevi imboccare è già passata e tu pensi che non valga la pena tornare sui tuoi passi, pensi a un “piano B”… e hai già perso secondi preziosi! Il tracciato è ben congegnato, ma io non riesco a piazzarmi che 9^ (su 58, non è comunque male!). Stefano, invece, è secondo, quindi per un pelo ci tocca restare alla premiazione.
Il pomeriggio e la sera li passiamo alla Festa Medievale di Briançon (macchina parcheggiata a valle e manifestazione in cima al paese, per mantenere l’allenamento): molto carina e coreografica, con sbandieratori, uccellatori con rapaci, lebbrose (finte!), streghe, artigiani, nobili, etc.

 

Giorno 2: middle
Si prende una seggiovia per andare in partenza. Per fortuna c’è il sole!
Ad attenderci in cima ci sono una muta di cani da slitta e cuccioli di una bellezza incredibile. La gara è “fisica” all’inverosimile: discese a rotta di collo e salite altrettanto impegnative. Però il terreno “si lascia leggere” e non commetto errori: seconda! La discesa in funivia è riservata agli over 60 e io finalmente apprezzo i vantaggi dell’età (le mie ginocchia ringraziano)!
In serata (o meglio, nel cuore della notte) una mail ci avvisa che – causa previsioni meteo avverse – si è deciso di anticipare il giorno di riposo. Non accolgo bene la notizia perché significa che “riposiamo” dopo una sprint+middle, ma ci tocca poi long+middle+long non-stop.
Comunque non sta a me decidere, quindi approfittiamo della giornata “muffa” per una gita a Pre de Madame Carle, cercando di avvicinarci a un ghiacciaio. Per riprendere temperatura, scegliamo di fare un salto alle terme di Monetier le Bain: vasche termali, hammam, calidarium, tepidarium, frigidarium, percorso Kneipp, jacuzzi…una pausa SPA, a prezzi modici, super apprezzata!

 

Giorno 3: long
Quasi al Col de Vars: 1860 m s.l.m
Terreno alpino con buona visibilità e pendenze “accentuate”. Dopo tre punti ineccepibili, mi convinco di dover trovare una palude/sorgente e vedo, in alto in alto, una macchia di vegetazione più verde del resto e una lanterna. “È la mia!” mi dico, “che bastardi, però: è veramente in alto!” Parto decisa, ignorando un’altra lanterna, più bassa, in corrispondenza di un mucchio di sassi. Arrivo lassù…e il numero della lanterna non corrisponde. Allora leggo meglio le descrizioni e mi accorgo che le lineette che io avevo interpretato come “palude” invece erano quelle che ora si usano per “terreno sassoso”. Torno alla lanterna che avevo sdegnosamente ignorato: ed era la mia! Continuo con nelle gambe la fatica dell’inutile dislivello, ma qualche punto dopo faccio un altro “svarione”: dopo una traversata in quota su un versante ripido e sassoso, vedo una lanterna 4-5 curve di livello più in basso. Sto cercando un “limite di bosco” e quello sembra proprio un “limite di bosco”. Mi scapicollo, ma… non è il codice che cerco!! Guardo in su e, più o meno dove ero prima, vedo l’inconfondibile sagoma di una lanterna! Durante la risalita mi viene quasi un attacco d’asma per la rabbia, ma “chi è causa del suo mal…”.
In ogni caso, finisco terza in classifica generale (anche grazie a un PM della migliore…ma, si sa, le 5 giorni sono fatte così).
Nel pomeriggio andiamo a fare “il sentiero delle marmotte” sotto un sole cocente. Le “istruzioni per l’uso” raccomandano silenzio, proibiscono di offrire cibo alle marmotte, etc. Io mi convinco che le marmotte siano tutte al fresco sotto le “pedane di avvistamento”, quando, a un certo punto, ne adocchiamo una in un avvallamento. È troppo lontana per fotografarla, ma speriamo che il
percorso ci porti più vicini a lei sulla via del ritorno. Proseguendo, troviamo una famigliola, armata di obiettivi telescopici, che sta fotografando un’altra marmotta, “spiaggiata” su una roccetta. A me avevano insegnato che le marmotte “fanno da vedetta” per avvertire il resto della “città”, ma questa è più un “Sergente Garcia” demotivato…). Ci fermiamo anche noi, e, buttando l’occhio, mi accorgo che “siamo osservati” da una terza marmotta, distante meno di un metro, un po’ scocciata dalla nostra presenza ed ansiosa di raggiungere l’amica. Inutile dire che ci è passata sotto il naso con totale indifferenza. E nemmeno il cibo offerto dai bimbi l’ha distratta!

 

Giorno 4: middle distance
Risoul 1860 m s.l.m. Località sciistica.
Terreno alpino con piste da sci e ottima visibilità. Parto due minuti prima della leader in classifica in W65, ex nazionale Svizzera, con la quale ho “perso” varie gare 30 e più anni fa. Stefano suggerisce: “Lasciati raggiungere e seguila. Avete lo stesso percorso” (ma vi rendete conto?!). Il primo punto è in salita con lettura di carta delicata. Sono orgogliosa di essere stata raggiunta al punto e non prima. Stranamente, alla lanterna dopo arrivo prima io, ma poi, in discesa, la perdo di vista inesorabilmente. Alla fine, comunque, il distacco è contenuto; e, soprattutto, io sono arrivata seconda nella mia categoria e in classifica generale.

 

Giorno 5 Long distance.
Stesso terreno, ma con partenza “alta” (ci portano su con la seggiovia anche oggi).
Si parte “a caccia”; nella mia categoria si limita a chi ha un distacco inferiore a 15’ dal primo e io sono a 1’18” dalla leader. Quindi salgo tra i primi e abbiamo “l’onore” di disturbare le marmotte che risiedono abitualmente lì (e che poco dopo si dileguano, per non essere travolte dall’orda di orientisti). Mi appiccicano sulla schiena un “dorsale” (pettorale è inappropriato) con un gigante 2 W60, che mi carica di responsabilità. La terza è a 2 minuti e 33” da me.
Ovviamente, l’ansia mi fa commettere un errore e “pascolo” alla ricerca della prima lanterna. Vengo raggiunta dalla terza… Capiamo insieme di esserci tenute troppo alte e arriviamo insieme alla lanterna. Schizzo via e faccio perfettamente il secondo punto. L’ho seminata! Andando al terzo (tratta molto lunga) vedo nel prato una “agile vecchietta” con il dorsale “1”. Abbiamo fatto scelte diverse, ma arriviamo insieme al punto. E facciamo insieme anche il successivo (non c’erano scelte).
Nel tratto lungo successivo, io opto per un avvicinamento “sicuro” su sentiero, mentre lei si butta in discesa “lungo la linea rossa”. Ma alla fine bisogna salire… Il terreno è movimentato e cerchiamo un avvallamento non molto pronunciato… che né io né lei troviamo. Ci ri-raggiunge la terza! Disperata, scendo a vedere una lanterna un po’ più in basso: è la nostra successiva! “Prese le misure”, torno decisa in su e trovo la famosa lanterna, quindi mi precipito a punzonare la successiva, ormai “nota”. Ma le altre due sono altrettanto veloci (e gradiscono “la pappa fatta”). Mancano due lanterne alla fine. Sono semplici e “viaggiamo a vista”. Alla 100 punzona prima la “prima”. Sto per rassegnarmi, ma qualcosa dentro di me scatta e… ci provo: corro a più non posso, la vedo avvicinarsi e poi la supero e punzono il finish prima di lei!!! Adrenalina allo stato puro!
Mi precipito a fotografare lo schermo con i risultati: prima per un secondo!!! Mai successo.
Sono al settimo cielo: una cinque giorni internazionale!!!
Ma non è mica finita qui: a un certo punto, a causa di disguidi nel trasferimento in funivia, la giuria decide di “correggere” i ritardi denunciati sopprimendo la tratta “partenza-primo punto” (cioè tutti abbiamo iniziato ufficialmente la gara dal primo punto).
Grazie a questa sanatoria, che elimina il mio unico errore, il mio vantaggio sulla seconda aumenta addirittura a due minuti.

 

La realtà, comunque, è stata decisamente più emozionante.
Ho parlato di “vittoria delle rettifiche” non solo perché i tempi di gara sono stati modificati, ma anche perché il trafiletto che hanno pubblicato sul sito Fiso ha subito più “variazioni sul tema”, spacciandomi dapprima per “piemontese nativa di Verona”, poi recuperando le mie origini friulane e – solo in una terza versione – menzionando finalmente la mia vera Società: il CCR!!
Scritto da MEL

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